30/09/2011

E' nato: Allattamento al seno

E' nato: Allattamento  al seno                                                       

In questo post parleremo di "Allatamento al seno"  un argomento abbastanza personale e delle piccole difficoltà che si presentano all'inizio di questo percorso. L'allattamento può avvenire già nelle prime ore di nascita, anche se il  seno non è ancora gonfio di latte e il bimbo potrebbe maltrattattarvi un pò i capezzoli rendendoli dolenti ( i primi tempi abbiate un po' di pazienza affinchè la natura faccia il suo corso).

Le prime poppate dureranno poco, appena cinque minuti, ma saranno utili: a migliorare il legame tra madre e figlio, inoltre la suzione favorirà la montata lattea che arriverà dopo qualche giorno. A volte però non è possibile attaccare subito il bambino al seno per vari motivi, non preoccupatevi questo non influisce sugli esiti  futuri dell’allattamento.

In ospedale, non appena avrete preso in braccio il bambino, avvicinatelo al seno e sfiorategli la guancia con il capezzolo: si girerà istintivamente per afferrarlo. Se si mostrasse pigro o riluttante fategli cadere qualche goccia di colostro (il primo latte ricco di sostanze nutritive e antinfettive) sulle labbra per indurlo a succhiare.

Una volta ritornate a casa, siate flessibili, non costringete il vostro bambino ad orari fissi ma orientatevi verso l'allattamento a richiesta, che è il modo migliore per incrementare la produzione di latte. Non preoccupatevi se durante una poppata il bambino non succhia a dovere lo farà alla prossima.

Le prime settimane sono da considerare di collaudo, per voi e il vostro bimbo.  Ci saranno giorni in cui il latte abbonda e altri in cui invece scarseggia, giorni in cui il vostro bambino è tranquillo nel succhiare e altri in cui piange e fa storie, ma ci saranno anche giorni in cui vi sentirete cariche di energia, ed altri in cui sentirete melanconia e stanchezza.

Andrete incontro a qualche difficoltà, all'inizio sembra di non farcela tra poppate, cambi, stanchezza, casa, ma poi tutto si normalizzerà, ci vuole pazienza. L'allattamento al seno una volta iniziato assicura al vostro bimbo un nutrimento completo; soddisfa al meglio i suoi bisogni nutrizionali, senza bisogno di aggiunte; lo protegge meglio dalle infezioni e dalle allergie; è sempre pronto, a costo zero e alla temperatura ideale; aiuta mamma e bimbo a creare un profondo legame affettivo.

L'allattamento al seno insomma presenta notevoli vantaggi, anche se ci sono delle difficolta da superare. Resta comunque la scelta migliore che una mamma possa fare verso il proprio figlio: un vero gesto d'amore.

28/09/2011

E' nato: La depressione dopo il parto

E' nato: La depressione dopo il parto

In questo post "La depressione dopo il parto" parleremo di questo fenomeno  che si manifesta subito dopo la nascita di un bambino e vedremo insieme le possibili cause.

Dopo il parto anche se è andato tutto bene può capitare che la mamma non si senta così felice come avrebbe dovuto essere per il bel evento, ma si sente triste senza motivo, irritabile, incline al pianto.

Questo malessere o inspiegabile tristezza si chiama Baby Blues e accade soprattutto tra le mamme alla prima esperienza, ma non è un evento grave.

Le cause sono da ricercare in questi fattori:

Fisici:  la fatica del parto lascia il segno,  per un pò di tempo la mamma si troverà in una situazione fisica di debolezza e mancanza di energie; 

Questa situazione  è influenzata anche dalla trasformazione ormonale in corso,  il primo fra tutti l'ormone del latte che incomincia la sua produzione in questo periodo.

Emotivo: dopo nove mesi di tensione e il parto,  anche se è andato tutto bene la tensione nervosa cede e lascia spazio alla malinconia.

Psicologico: durante la gravidanza, tutto era molto semplice, infatti il bambino si nutriva attraverso noi, ora invece ci si trova a fare i conti con il bebè reale, e con i suoi bisogni, e allora possono insorgere dubbi circa la propria idoneità a fare la mamma e a porsi mille domande.

Nella maggior parte dei casi la malinconia svanisce in pochi giorni. Non ci si deve spaventare se, per qualcuna, dura qualche giorno di più, specie al primo figlio, ma se dovesse continuare per settimane, non esitate a chiedere un parere medico.

E' nato: Il ritmo del sonno nei bambini

E' nato: Il ritmo del sonno nei bambini

Nei bambini il ritmo sonno-veglia varia da individuo a individuo e si modifica con il passare del tempo: alcuni bambini dormono sin dalla nascita più di altri che invece hanno bisogno di poche ore di riposo per ricaricarsi di nuovo.

Secondo alcune studi la media delle ore di sonno di un neonato in un giorno è di  16 ore e 6 minuti, con un minimo di 10 ore e cinque minuti ad un massimo di venti. Nel primo mese di vita poche o tante che siano le ore di sonno si succedono senza regolarità, tra giorno e notte.

Nella terza settimana di vita il sonno notturno diventa predominante e il piccolo dorme circa la metà delle ore diurne, anche se ogni bimbo è un caso a sè. Vi accorgerete da subito dal comportamento se il bimbo è un dormiglione: 

non si sveglia ai morsi di fame o abbandona la tettarella per schiacciare un pisolino; o se invece è un bimbo insonne: dopo la poppata si addormenta profondamente e poco dopo si sveglia e non ha più sonno.

Ecco qualche consiglio su come comportarsi in entrambi i casi:

se dorme tanto: organizzare gli orari delle poppate, abbreviando durante il giorno l'intervallo dei pasti e per non farlo addormentare durante i pasti provate a stimolarlo, parlandogli, coccolandolo, carezzandolo, ecc

Se dorme poco non potete fare altro che adeguarvi a lui, mettetelo nella carozzina o nel marsupio e portatelo con voi in giro per casa mentre sbrigate le faccende domestiche, senza dimenticarvi di lasciargli qualche oggettino per distrarlo come sonaglini, cariglion ecc.

Può accadere invece che il piccolo dorme più di giorno che di notte come si dice in gergo: scambia il giorno per la notte, allora bisogna utilizzare dei piccoli trucchetti per invertire questa situazione:

1)Tenerlo tutto il giorno nella carrozzina e portarlo nel suo letto o nella sua cameretta soltanto la notte

2) Non abbassate mai le tapparelle durante il giorno e non cercate di ridurre i rimori di casa. Fare il contrario  la sera, in modo che a fine poppata possa riprendere il sonno tranquillamente.

3) Quando si sveglia di giorno cercate di intrattenerlo con giochini, o parlandogli oppure tenendolo in braccio in modo eretto in modo da catturare la sua attenzione affinchè non si addormenti

E' nato: Perchè donare il cordone ombelicale

E' nato: Perchè donare il cordone ombelicale

In questo articolo "Perchè donare il cordone ombelicale",  tratto dal mensile Acqua & Sapone, (che vi riporto integralmete) vi spiego l'importanza di questo gesto semplice che non comporta nessun rischio né per la mamma né per il bebè, dato che il prelievo del sangue placentare avviene quando il cordone ombelicale è già stato reciso. .. e la possibilità di cura che la donazione del sangue del cordone ombelicale rappresenta per chi è affetto da gravi malattie del sangue e del sistema immunitario, come le leucemie, i linfomi, alcune forme di talassemia, alcuni tipi di immunodeficienza e alcune malattie metaboliche.  

"Subito dopo la nascita sia la placenta che il cordone ombelicale ad essa attaccato vengono generalmente buttate via, oppure rimangono inutilizzati, c'è chi è disposto a pagare pur di conservarlo per sé e c'è chi non lo vuole donare, e chi non ne sa nulla. Eppure la ricerca ha scoperto che nei tessuti placentari e ombelicali vi è la presenza di cellule staminali cellule emopoietiche in grado di produrre emazie, leucociti e piastrine, che svolgono le stesse funzioni del midollo osseo.

Ma cominciamo dal principio: perché è importante il cordone ombelicale?

In tutto il mondo la leucemia è in continuo aumento. L’Italia, nell’ambito dei Paesi occidentali, è al primo posto nell’incidenza della malattia con 10-12 nuovi casi all’anno ogni 100 mila abitanti. Nel complesso, circa 500 di questi riguardano bambini al di sotto dei 14 anni.

Per alcuni casi la guarigione dipende dalla tempestività con la quale viene effettuato il trapianto di midollo osseo. Di solito, per un paziente in attesa di trapianto la probabilità di reperire un donatore compatibile in ambito familiare è pari al 25% circa. Del restante 75%, solo il 35% riesce a reperire un donatore compatibile nei Registri Internazionali di midollo osseo (circa 9 milioni di unità).

Ma, tutti coloro che non dispongono di donatore di midollo osseo compatibile e, soprattutto, non possono permettersi di attendere i tempi della ricerca (circa 6 mesi), possono trovare un’alternativa altrettanto sicura nel sangue da cordone ombelicale che è efficace anche per curare le talassemie e alcune gravi carenze del sistema immunitario.

COME FARE A DONARE

Le donne interessate alla donazione del sangue del cordone ombelicale possono rivolgersi al reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale in cui partoriranno. La donazione è volontaria, anonima e gratuita.

La madre deve acconsentire a sottoporsi ad un check up, alle indagini di laboratorio e ai test previsti dalle disposizioni vigenti ai fini di accertarne l’idoneità. Anche il padre deve essere sottoposto a controlli al fine di escludere la presenza di eventuali malattie genetiche. Una volta espresso il proprio consenso alla donazione presso la struttura abilitata alla raccolta, saranno gli operatori stessi ad introdurre la futura mamma nel percorso, completamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale, e che prevede: colloquio con un medico o con il personale ostetrico opportunamente formato dalla Banca del Sangue Cordonale per la compilazione del questionario sulle condizioni di salute generali, prelievo del sangue per l’esecuzione degli esami (test virologici) previsti per la donazione del sangue al momento del parto, controllo della salute della madre tra i 6 e i 12 mesi dal parto della madre e del piccolo donatore con ripetizione degli esami di legge obbligatori sulla mamma per confermare definitivamente l’idoneità del campione di sangue prelevato per fini allogenici."

Donare il sangue del cordone ombelicale del proprio bambino è un gesto semplice e allo stesso tempo prezioso rappresenta un’importante possibilità di cura per tante persone malate, una speranza in più di guarire e di tornare alla vita.

27/09/2011

E' nato: Il ritorno a casa e le visite dei parenti

E nato: Il ritorno a casa e le visite dei parenti

Dopo il lieto evento,  specie i primi giorni dal ritorno dall'ospedale, la casa è invasa da amici, conoscenti ma soprattutto dalle visite parenti che non vedono l’ora di conoscere il nuovo arrivato.

E' una consuetudine che può essere piacevole ma a volte anche invadente e stancante soprattutto per la mamma che ha appena superato il momento doloroso e debilitante del parto e che ha bisogno di tranquillità per riprendere le energie e per seguire il bambino. Che fare?

Non esitate a staccare il telefono quando avete bisogno di dormire o vi state occupando del bambino o avete bisogno di tempo per rilassarvi e stare in silenzio per recuperare

Con fermezza, sincerità e schiettezza fate capire a parenti e ad amici che sia la neo-mamma sia il bambino hanno bisogno di  tranquillità, e che la casa dovrebbe essere il più possibile silenziosa e tranquilla anche per il piccolo che non è abituato alla confusione

Troppa confusione non giova al neonato che può irritarsi ancora di più, piangere a dirotto e creare uno stato di panico nella mamma che deve far fronte a tutte le supposizioni possibili che le vengono propinate sul perché sia così poco tranquillo, oltre alla brutta sensazione di sentirsi sotto controllo e di dover passare l'esame severo delle mamme

Per evitare questa sensazione sgradevole sarebbe opportuno rimandare le visite a quando vi sentirete piu sicure e tranquille nel ruolo di mamma.

I consigli e i suggerimenti che arrivano da amici e parenti su come comportarsi  e come rispondere ai bisogni del bambino sono importanti, ma non sono oro colato ascoltate anche quello che vi suggerisce il vostro istinto, che può diventare in questa meravigliosa avventura un vostro alleato e mettetelo in pratica.

E' nato: Il pianto del neonato

E' nato: Il pianto del neonato

Il  neonato è un esserino fragile, indifeso, totalmente dipendente da noi eppure con il suo pianto riesce a metterci in agitazione, a renderci impacciate, dubbiose, non bisogna però farsi prendere dal panico, ma piuttosto cercare di capirne la ragione.

Piangere è l'unica  forma di comunicazione col mondo che il bambino conosce, l'unico modo che ha per comunicare bisogni e sensazioni; e lo fa con tutto il fiato che ha a disposizione, incurante della forte sofferenza fisica o psichica che crea negli adulti 

Il pianto però non è necessariamente un segno di malessere, all'inizio non è facile capire le motivazioni di questo pianto ma con il tempo ci risulterà più semplice. I motivi di pianto del neonato generalmente sono:

pianto per fame o sete: la fame è sicuramente il primo motivo del pianto di un neonato, strilli sonori che si calmano solo se viene soddisfatto. Di solito, quando il pianto soppraggiunge dopo circa un paio d'ore dall'ultima poppata è sicuramente fame, tuttavia a volte può capitare anche prima, ma potrebbe essere sete provate ad offrigli un biberon con acqua o camomilla

pianto di dolore: è improvviso, acuto, inconsolabile può durare a lungo (anche ore), provoca sudorazione e viso paonazzo. Quando ci riesce difficile individuare il motivo del pianto si procede per tentativi: cullarlo, coccolarlo, massaggiargli il pancino, sono cose che lo dovebbero calmare. Eventualmente, notate qualcosa di insolito nel comportamento rivolgetevi al pediatra.

pianto per agitazione: se è annoiato o stanco il bambino piagnucola in modo lamentoso; rumori improvvisi, luci che si accendono, fratellini che lo toccano ecc. possono scatenare delle proprie crisi di pianto, provate a consolarlo con le coccole.

piange per freddo: di solito quando prepariamo il bambino per il bagnetto viene spontaneo pensare che quest'ultimo possa aver freddo. Ma il suo pianto è derivato dalla sensazione sgradevole dell'aria sulla pelle, quindi non al freddo ma alla mancanza di contatto del tessuto sulla pelle nuda, lo si può calmare appoggiandogli sul torace e sul pancino uno scialle o un asciugamano.

E' più facile invece che pianga per il freddo quando sono in carrozzina e all'aperto in questo caso piangere  li aiuterà a recuperare calore oltre a segnalarci di riportarlo in un ambiente caldo e confortevole

pianto per solitudine: a volte il bambino piange prima di addormentarsi, un pianto imperioso a tratti quasi disperato per richiamare la vostra attenzione. E' un pianto che si attenua a poco a poco e serve a scaricare un po' di tensione. Se così non fosse non esitate a prendere il bambino in braccio facendogli sentire il battito del vostro cuore lo tranquillizzerà immediatamente se non potete farlo avvolgetelo in una copertina che gli darà la sensazione di un caldo abbraccio

E' nato: Il ritorno a casa: come rilassarsi

E' nato: Il ritorno a casa: come rilassarsi

Il ritorno a casa dopo il parto è un momento di grande gioia, ma è anche faticoso per la mamma, perchè occuparsi di un neonato a tempo pieno è abbastanza stancante, l’importante per non crollare è riuscire a ritagliarsi delle pause di relax,  in questo modo riusciremo ad affrontare tutto con tranquillità e serenità.

Ecco qualche consiglio:

1) Approfittate del sonno del piccolino per riposare:

Fin dai primi mesi di vita solitamente i neonati dormono molto e questo fa si che anche la mamma possa riposare. A volte per la stanchezza si ha paura di non sentirlo piangere, basta portare la carrozzina o la culla accanto a voi, vicino al letto per riposare più tranquille.

2) Approfittare della presenza di Vostro marito per dedicarvi a Voi:

A volte basta poco per prendersi cura di noi e del nostro corpo, basta approfittare della presenza del marito o delle nonne e rilassarsi con un bagno o una doccia calda un po' più lungo, la circolazione si riattiva e ci si sente sempre più coccolati.

3) Rilassarsi

Dopo aver partorito, sembra quasi impossibile rilassarsi, ma con un po' di pazienza, cercando di essere meno rigidi con noi e il mondo che ci circonda, ma soprattutto dominando  l'ansia riusciremo a vedere le cose sotto una luce diversa, che ci permetterà in questo periodo di goderci nostro figlio e di risolvere le cose piano piano.

E' nato: Il ritorno a casa dopo il parto

E' nato: Il ritorno a casa dopo il parto

Il  ritorno a casa dopo il parto avviene dopo la visita di controllo del ginecologo, una volta a casa per mamma e papà incomincia in un certo senso, il periodo più faticoso che è  ricco di gioia ma anche pieno di preoccupazioni.

Occuparsi di un neonato è un lavoro a tempo pieno, 24 ore su 24 e tutti i giorni della settimana, e per la mamma si aggiunge oltre alla stanchezza dovuta allo stress del  parto e dall'allattamento anche l'adattarsi a quelli che sono i bisogni del bambino.

Questi primi giorni a casa, bisognerebbe lasciare fuori dalla porta incombenze (tipo spesa, ecc), preoccupazioni (cucina, casa ecc) per riprendersi e con l'aiuto della famiglia, la mamma, dovrebbe solo riposare e occuparsi del bambino. Ma vediamo insieme qualche piccolo consiglio su come gestire: spesa, cucina e casa

Dopo la nascita di un figlio cambiano un po' tutte le nostre abitudini quotidiane tra queste anche il modo di fare la spesa, e qui un aiutino lo può dare il marito. Ridurre al minimo gli acquisti giornalieri per concentrarsi su una spesa settimanale, con lista dettagliata alla mano, compilata giorno per giorno in base ai vostri bisogni e che aiuterebbe anche il consorte più inesperto

Fare scorta di pannolini, detersivi e alimenti a lunga conservazione (leggi anche Cosa tenere in dispensa ). Se non avete persone in grado di darvi una mano basta approfittare di quei supermercati che fanno servizio a domicilio, in cui serve solo una telefonata per l'ordinazione. Pagine gialle o internet alla voce Servizi a domicilio.

Veniamo ora alla cucina, se non avete nessuno che vi aiuti potete contare sempre sui surgelati o sui piatti pronti che si trovano in qualunque supermercato o da ordinare, oppure approfittare del sabato o della domenica in cui vostro marito e a casa per preparare pietanze che si possono congelare in più porzioni.

Per quanto riguarda la casa e l'ordine: Soprattuto nei primi mesi è difficile avere la casa in ordine quando tutta l’attenzione è concentrata sul bambino la pulizia di base ci dev’essere ma non mirate alla perfezione che arriverà con il tempo, al massimo aiutatevi con questi nuovi elettrodomestici che sono molto efficienti)

25/09/2011

E' nato: Le dimissioni dall'ospedale dopo il parto.

E' nato: Le dimissioni dall'ospedale dopo il parto.

Le dimissioni dall'ospedale dopo il parto avvengono dopo che il ginecologo ha effettuato una visita di controllo per verificare le suture (in caso di lesioni) e le condizioni dell’utero.

Durante la visita vengono controllate:

le dimensioni dell’utero e le eventuali lacerazioni;

la cicatrizzazione dell’episiotomia (il piccolo taglio che spesso viene eseguito tra vagina e ano per facilitare il parto);

il peso;

la pressione sanguigna;

l’esame delle urine;

l’esame delle secrezioni vaginali per escludere eventuali infezioni;

Durante la visita è opportuno parlare di contraccezione, anche, se si sta allattando il bambino al seno perchè, l’ovulazione riprende prima della fine dell’allattamento ed è possibile restare di nuovo incinte.

Se il parto è stato normale e senza complicazioni, non è necessario fare subito altre visite. In assenza di problemi specifici è consigliabile una verifica 40-60 giorni dopo il parto.

Nel caso di parto cesareo di norma è il ginecologo che ha eseguito l'intervento a fissare l'appuntamento, alla neo-mamma prima che esca dall’ospedale, che in assenza di complicazioni avviene circa 20 giorni dopo l’intervento.

Se i controlli suddetti sono andati,  a buon fine la neomamma potrà andare a casa. Qualora il medico lo ritenesse opportuno, potrebbe prescrivere ferro, acido folico e calcio (come aiuto nell’allattamento) per normalizzare gli equilibri dell’organismo ed, inoltre, prescrivere una serie di esercizi per riabilitare il perineo.

E' nato: Il ritorno alla normalità degli organi dopo la nascita del bambino

E' nato: Il ritorno alla normalità degli organi dopo la nascita del bambino

In questo post E' nato parleremo del ritorno alla normalità degli organi dopo la nascita del bambino cominciando proprio dall'utero (ricordiamo che l'utero oltre al feto, ospita anche la placenta e gli annessi ovulari, che sono le strutture dell'uovo che non fanno parte del corpo fetale). Subito dopo l'espulsione della placenta, l'utero che per nove mesi si è lentamente dilatato fino a raggiungere il peso di un chilo, comincia a contrarsi e le sue dimensioni 30-40 volte maggiori del normale, indispensabili per accogliere il bambino, si riducono ( circa un cm al giorno) fino a tornare alle dimensioni originarie nel giro di circa un mese dopo il parto. 

Nei primi giorni dopo il parto queste contrazioni possono essere anche abbastanza dolorose (morsi uterini), soprattutto nelle donne che hanno avuto un altro figlio, la causa è la minore elasticità dell'utero che, dilatandosi e restringendosi, ha perso tono. A causa di questo, a volte vengono somministrati farmaci proprio per stimolarle. 

Durante questo periodo tutte le donne hanno perdite di sangue piuttosto abbondanti, simili a mestruazioni, che durano circa una settimana. Poi, per tutto il primo mese e, a volte, fino al ritorno delle mestruazioni, vi possono essere ancora lievi perdite, di colore rosato o marrone scuro, dette lochiazioni, che durano per circa 10-20 giorni ( il primo segno che indica il ritorno alla normalità) servono all'utero per eliminare i tessuti che sono stati a contatto con la placenta e per ricostruire il rivestimento interno che darà origine al nuovo ciclo mestruale.

La prima mestruazione dopo il parto si chiama capoparto e può essere piuttosto abbondante. Nelle donne che non allattano, di solito il ciclo ritorna dopo 30 - 40 giorni, mentre se una donna allatta, anche a lungo, le mestruazioni possono anche non esserci per tutto questo periodo.

Altri organi interessati a questi cambiamenti sono la vescica, il canale urinario e l'intestino. La tensione fisica del parto infatti può aver indebolito la vescica e il canale urinario originando dei leggeri fastidi, nei primi giorni del puerperio il corpo ha bisogno di eliminare spesso attraverso la pipi le sostanze in eccesso, di solito questi fastidi dovrebbero risolversi in pochi giorni, in caso contrario rivolgersi al medico.

Durante la gravidanza il funzionamento intestinale si è notevolmente rallentato, per ripristinare la corretta funzionalità è importante: aumentare l'apporto di fibre dietetiche che favoriscono il transito intestinale,  aumentare l'assunzione di liquidi, se necessario un pò di sport.

Infine il cuore, dopo la gravidanza, il bisogno di sangue diminuisce e inizia a rilassarsi diminuendo la frequenza delle pulsazioni. Anche se in certe situazioni,  tipo sollevare pesi,  è facile avvertire palpitazioni e affaticamento, niente paura scompariranno in pochi giorni quando il sistema circolatorio tornerà alla normalità.

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